Cosa è la crittografia ? Capiamolo con il metodo di Giulio Cesare …

Se hai una cosa da dire ed è molto importante che nessuno la intercetti, sicuramente incontrerai la persona fisicamente e le parlerai.

Il problema nasce quando, invece, devi dire una cosa riservata ad una persona che vive ad una certa distanza da te. Questo è un problema che coinvolge le comunicazioni dei giorni nostri, proprio come coinvolgeva le comunicazioni di migliaia di anni fa.

Infatti anche Giulio Cesare, console e dittatore dell’Antica Roma, aveva non poche difficoltà a gestire il suo potere e le sue comunicazioni.

Fu proprio grazie al suo ingegno che inventò uno dei primi sistemi di crittografia. E lo inventò senza cellulare, più di duemila anni fa.

La crittografia è quel sistema che permette di modificare il contenuto di un messaggio per renderlo apparentemente incomprensibile.

Anche se con la parola crittografia si sottintende l’azione del rendere nascosto un contenuto, in realtà un messaggio crittografato è un messaggio in chiaro. È possibile infatti leggere il contenuto della comunicazione mediante l’intercettazione, che può avvenire nel passaggio fra mittente e destinatario, tuttavia il contenuto non è comprensibile senza un metodo per poterlo decifrare: la chiave di decriptazione.

Giulio Cesare, che aveva la difficoltà di dover comunicare con i suoi subordinati che si trovavano a distanza di kilometri e kilometri, aveva bisogno di affidare il messaggio ad un collaboratore, che poi lo avrebbe affidato ad un altro collaboratore, e di mano in mano fino a coprire distanze enormi, distanze lunghissime.

Allora Giulio Cesare inventò un metodo infallibile, criptava alcuni suoi messaggi utilizzando una chiave di 3. Anziché utilizzare la lettera A, si spostava di tre lettere dell’alfabeto ed utilizzava la lettera C. Anziché utilizzare la lettera D, utilizzava la lettera F. E così via. Per cui, leggendo il testo, il messaggio risultava incomprensibile da chi non era a conoscenza del metodo, mentre era chiaro soltanto a chi era stato informato dell’algoritmo (come lo definiremmo oggi). E chi conosceva la chiave, doveva soltanto spostare di tre posti le lettere dell’alfabeto, ed ecco chiaro il messaggio sotto i suoi occhi.

Ma perché oggi la crittografia è così importante?

Oggi è facile associare la parola crittografia a tutto quel che riguarda il mondo del digitale e dell’informatica, poiché è l’ambito in cui viene maggiormente utilizzata.

Risulta necessario utilizzare metodi di crittografia perché la comunicazione digitale è facilmente intercettabile.

Se intercetto una comunicazione, ed il suo contenuto mi appare difficile da decifrare e capire, vorrà dire che il messaggio avrà mantenuto una segretezza tale da poter garantire uno scambio sicuro di dati sensibili attraverso i sistemi informatici.

Quindi possiamo scambiare informazioni riservate da un punto ad un altro del pianeta, senza rischiare di farne trapelare il contenuto.

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La crittografia è così importante soprattutto nei sistemi di sicurezza.

Può essere necessario, ad esempio, effettuare la copia di una banca dati importante, così da conservarne una copia di backup in un luogo diverso dalla sede principale. In questo caso, garantire la sicurezza delle informazioni risulta fondamentale. Quindi è importantissimo che nessun altro possa accedere e consultare le informazioni senza averne l’autorizzazione.

Se ci troviamo in una sede dove utilizziamo dei dati digitali importanti, ed abbiamo l’esigenza di tenerli al sicuro da eventuali incidenti come un incendio, un terremoto, un allagamento o, più semplicemente, un’improvvisa perdita dei dati dai nostri dispositivi elettronici di archiviazione dati (ovvero i nostri server locali), è fondamentale l’invio dei suddetti dati ad un server in remoto che si trovi fisicamente distante da noi.

Il passaggio dalla nostra sede al server è cruciale e deve essere necessariamente criptato perché è possibile, in maniera molto facile, intercettare e catturare i nostri dati. A questo punto, è possibile che le informazioni vadano utilizzate o divulgate da persone che noi non conosciamo.

Il modo migliore per ottenere la sicurezza dei dati nella trasmissione è quello di utilizzare un sistema di crittografia.

Ovviamente non andremo ad utilizzare più il metodo di Cesare. Questo perché il sistema, oltre ad avere al massimo 20 chiavi disponibili per ogni lettera dell’alfabeto che utilizziamo, è anche troppo conosciuto. Per cui facilmente intercettabile.

Infatti, decriptare un messaggio di Giulio Cesare diventa facile qualora riesci a rintracciare, dopo vari tentativi, qual è la chiave utilizzata per criptare quel messaggio (chiave 3 se le lettere sono state spostate di 3 posti, chiave 5 se sono state spostate di 5 posti ecc).

Adesso i sistemi sono molto più evoluti.

La crittografia digitale, nella sua evoluzione, si è divisa addirittura in crittografia simmetrica e crittografia asimmetrica.

Quella che utilizzava Cesare è simmetrica, poiché la chiave di criptazione e quella di decriptazione è unica, e deve essere condivisa tra mittente e destinatario.

I moderni sistemi di crittografia permettono di avere due o più chiavi. Alcune permettono di criptare il messaggio ed altre di decriptare il messaggio. Per cui non sarà necessario comunicare la chiave all’interlocutore, ma basterà utilizzare delle chiavi pubbliche e delle chiavi private per mandare il messaggio, ed altre chiavi pubbliche e private per ricevere il messaggio.

Così facendo, è possibile mandare e ricevere messaggi in massima sicurezza.

 

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