Ti mostrerò come il digitale può cambiare la vita di un impiegato pubblico sommerso dalla carta e dai conti fatti con la calcolatrice.

Ti parlerò di come può cambiare la vita di un impiegato pubblico (spesso succede nei Comuni) che oggi è alle prese con tanta carta nonostante la  Digitalizzazione nella PA in corso da più di 10 anni,
Si dice che il 2016 sia stato l’anno dell’approvazione dei decreti attuativi della legge di riforma della pubblica amministrazione: dalle modifiche alla legge n. 41/1990 (sul procedimento amministrativo) e al decreto n. 33/2013 (in materia di obblighi di pubblicazione) fino alla riforma del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) (D. Lgs. n. 82/2005).

Ci auguriamo pertanto che il 2017 sia l’anno dell’adeguamento.  Un anno che si prospetta abbastanza complicato.

I problemi sono sempre gli stessi.

  • Mancanza di chiarezza.
  • Mancanza di informazione
  • incapacità di intravedere (e riconoscere) nel passaggio al digitale l’opportunità.

È lo snodo, è il volàno, è la chiave di volta: eppure non lo si comprende.

L’articolo 1, commi da 209 a 214 della Legge 244/2007, ha stabilito il divieto per le amministrazioni pubbliche di accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea e il divieto di procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, fino all’invio in forma elettronica. I fornitori, cioè, devono gestire tutto il ciclo relativo alla fatturazione esclusivamente in formato elettronico (es. fatture relative all’Energia elettrica o al Gas).

Alcune PP.AA. hanno riconosciuto in questo diversi vantaggi e diverse opportunità.

Attenzione a controllare le voci di spesa

dei consumi elettrici su una fattura elettronica stampata

su carta …  diventi pazzo! 

La fattura elettronica contiene al suo interno una serie di informazioni che aiutano la semplificazione dei processi amministrativi e non solo. In questo modo più facile il monitoraggio della spesa pubblica e più trasparente l’identità dei fornitori e della loro posizione fiscale.

Per non parlare del fortissimo risparmio che ne deriva negli abbattimenti dei consumi di carta, inchiostri, stampanti e costi di spedizioni.

La Fattura elettronica permette chiarezza nella gestione degli archivi.

Un archivio digitale adeguatamente strutturato e configurato permette una migliore razionalizzazione delle informazioni, degli spazi, dei processi e delle notificazioni.

Anche in termini di sicurezza, un archivio ben organizzato e integrato a un sistema di backup risponde agli obblighi di conservazione digitale (definiti dalla vigente normativa) permettendo una integra conservazione delle informazioni.

Perché ancora oggi si avverte nell’aria questo sospetto nei confronti del digitale?

Forse perché, riprendendo il discorso della fatturazione elettronica, i documenti che si ricevono si trovano in formato XML o in formato p7m (ovvero il formato che contiene la firma digitale) e necessitano quindi di un “convertitore”, cioè a dire di uno strumento di traduzione che trasformi i dati xml o p7m in dati leggibili e facilmente visualizzabili.

Ma per questo esiste già una soluzione.

Molti Comuni si stanno aprendo anche a questa novità: con lo strumento giusto anche il processo di fatturazione è più semplice. La digitalizzazione è un’opportunità. Anzi, l’opportunità.

Per dimostrarlo prova ad andare su questo link www.poddy.it .

Gli Enti che lo usano, hanno smesso di stampare le fatture elettroniche del consumo elettrico.

Sai perchè? Perchè le informazioni contenute dentro la fattura elettronica sono troppo importanti per lasciarle gestire alla carta.

Ecco cosa occorre per rendere felice un dipendente che per anni non faceva altro che stampare fatture, controllare le oltre 50 voci di costo delle oltre 90 fatture al mese che gli consegnavano.

Qualcuno risolve il problema, pagando direttamente la fattura della bolletta senza nemmeno di preoccuparsi e controllare le voci di costo fatturate.

E con questo per oggi è tutto.

Ing.Miriam Miceli.

Rif. www.poddy.it

 

 

 

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