[Benvenuto] – Il primo post non si scorda mai

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Ciao, benvenuto ….

mettiti tranquillo, rilassati, trovati un posto dove sederti, respira profondamente perché ho solo 20 secondi per convincerti a rimanere o uscire fuori da questo blog.

Fatto? ( citando  il tipo di Art Attak )

Stavo cercando lo spunto per introdurre il primo articolo di questo blog.

Così proprio ieri sera, ho fatto copia e incolla  da un vecchio mio testo che trovi qui di seguito

“Il paradigma scientifico dell’era contemporanea è il digitale.”

Bella frase no ? D’effetto ! Be in effetti stavo leggendo l’introduzione alla mia tesi di laurea, e per dirti la verità, mi sono annoiato parecchio.

Quindi ho deciso subito di cambiare rotta e di partire proprio sul perché ho creato questo blog.

Ho deciso di fare questo blog per mettere in gioco tutto quello che ho come “data base” di esperienze professionali a disposizione chi di ne può far buon uso.

E’ da 15 anni che lavoro nel settore dell’ente pubblico, prima come tecnico dei sistemi informatici,  poi da funzionario commerciale di una famosa azienda specializzata nel settore pubblico.

Questo blog non è per tutti !!! Io non scriverò per tutti.

Quindi se mi stai leggendo e non sei un dirigente, responsabile di un procedimento, un tecnico informatico che lavora per un ente pubblico, un sindaco, una amministratore, un segretario comunale, allora potrei veramente annoiarti o farti assopire nell’abbraccio di Morfeo.

Adesso hai due possibilità.

Se non sei il lettore che mi aspetto che tu sia, ti evito pure di far fatica e ti metto qui l’uscita di sicurezza verso la platea infinita del web google , se invece corrispondi al lettore che mi aspetto di trovare continua pure a leggere ci saranno molte risorse per te.

Ma partiamo dall’inizio, senti questa, dammi ancona un po della tua attenzione. Ricambierò volentieri il favore.

Esitono molti siti che affrontano la questione della digitalizzazione dell’amministrazione pubblica.

Credimi li trovo noiosissimi , poco concreti e molto accademici o solo normativi.

Molti pensano, anch’io lo pensavo, che utilizzando parole difficili possano farsi percepire come mega-consulenti

Niente di più sbagliato !!!

Si forse si, nel contesto di una tesi ci può stare.  Ho studiato scienze aziendali indirizzo informatica applicata, ed ho preso la laurea da adulto.

A cosa è servito ? In realtà a nulla se non scrivere in fondo ai progetti-offerta che facevo presso gli enti firmarmi dottore.

Sono passati alcuni anni e mi sono accorto che quello che vale è farsi capire e trasmettere sia contenuti veri  che valgono.

Ma quali contenuti valgono? (mi faccio la domanda e poi mi rispondo) I contenuti che valgono sono quelli che portano valore a te che leggi.

Ecco ho capito questo.

Questo blog infatti , oggi ti fa una promessa e ti invito a scivermi qualora possa perdere il focus.

Scriverò per te cercando di semplificarti la vita in questa grande impresa che riguarda l’innovazione tecnologica.

Sappi che, comunque questo blog rimane sempre un testo elettronico da leggere è non è realtà di tutti i giorni.

Per questo motivo, troverai in ogni articolo la possibilità di contattarmi e forse, se può essere utile ad entrambi, fissare un appuntamento per lavorare insieme a qualche progetto d’innovazione avvalendoti dei miei prodotti e servizi.

Adesso ti lasci all’altro pezzo di introduzione di un vecchio testo, che scrissi qualche tempo fa in modo da lasciarti con l’idea che parliamo la stessa lingua.

Bye Bye e buon cielo sereno.

F.To Marco La Diega

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La sconfinata prateria del web, secondo diverse interpretazioni, è l’ultima riproposizione dell’innata sete di infinito dell’homo viator.

I Magellano, i Colombo, i Vasco de Gama della nostra epoca hanno i volti di Bill Gates, del fondatore di Apple e dei tanti che hanno reso il mondo virtuale di internet più immenso della Via Lattea.

In ciò si nasconde un paradosso di sapore rinascimentale.

Il ventesimo secolo ha segnato l’inizio della conquista dello spazio, il ventunesimo secolo ha realizzato un mondo – la rete di internet – in cui il cosiddetto viaggio immobile può offrire le stesse suggestioni di un vascello sconvolto dalle tempeste.

E’, tuttavia, possibile che il virtuale possa a modo suo plasmare il reale? E’ possibile che il virtuale possa migliorare il vissuto real

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