Le chiavi del successo per il passaggio al Digitale? Analizza, critica e progetta.

“Marco, quali sono quei fattori che determinano il successo del passaggio al digitale?”

Questa è forse una delle domande che mi viene posta più spesso nello svolgimento del mio lavoro.Perciò ho deciso di scrivere quest’articolo in cui rispondere definitivamente a questo quesito sia in riferimento agli enti pubblici che alle aziende.

Seguimi.

Ribadisco che la digitalizzazione non è un processo facile. Basta osservare la Pubblica Amministrazione che stenta a completare questo processo nonostante siano vent’anni che si parla di digitalizzare, di snellire e di eliminare la carta per dare servizi più efficienti ed efficaci al cittadino.Ma ciò è evidente anche nelle aziende. Quelle che non riescono a trasformarsi chiudono. Certo, una start-up, un’azienda appena nata, ha certamente un’opportunità in più per potere avere successo, sempre se possiede una mentalità digitale.

Un’azienda, che è da vent’anni nel mercato, deve piuttosto chiedersi “come faccio io oggi ad innovare, a digitalizzare, a semplificare le procedure interne in modo da restare nel mercato?”.

Affronto questo problema soprattutto perché ho visto molti enti pubblici sprecare tempo e denaro pubblico per quello che veniva ritenuto un “software innovativo” sulla carta che poi invece non è servito a nulla.

Quante aziende ho visto eliminare, ad esempio, un comparto commerciale ed un comparto vendite per farlo sostituire da un portale digitale per le vendite e non avere successo.

O ancora quante aziende ho visto acquistare software gestionali, i quali non hanno fatto altro che rallentare il processo interno piuttosto che farlo andare più snello e più veloce.

Ora andiamo al dunque.

Questi sono i fattori che, in base alla mia esperienza, vanno tenuti d’occhio.

  1. Analizza il sistema informativo, ovvero quell’insieme di procedure, processi e persone che danno vita al sistema gestionale interno che è composto sia di digitale che di analogico. Risulta evidente la differenza tra il sistema informativo ed il sistema informatico, che è invece quella parte meccanizzata che funziona con software ed hardware.
  2. Identifica ed analizza le criticità. E’ inutile volere informatizzare necessariamente tutti gli aspetti e gli uffici o tutti i processi interni di un’azienda o di una pubblica amministrazione. A qualcuno potrebbe stupire questa mia affermazione, ma i lettori più fedeli sanno che non sono un fanatico del digitale. Io considero piuttosto il digitale come il mezzo che ci permette di migliorare la qualità della vita. Ma la rottura con il passato non può essere drastica. I latini ripetevano “in medio stat virtus”, che significa “nel mezzo sta la virtù”. E avevano tremendamente ragione. Occorre iniziare dagli aspetti che portano via tanto tempo e tanto denaro, da quelli più critici. Ma facciamo qualche esempio per evitare di risultare troppo teorici. Nella Pubblica Amministrazione potrebbe essere l’ufficio urbanistica o l’ufficio tecnico, che sono pieni di attività gestionali non indifferenti. Nelle aziende potrebbe essere l’e-commerce, l’acquisto online di prodotti, che dà vita ad un sistema complesso che parte dall’ordine e dalla prenotazione di pacchi e permette la vendita di prodotti con un carrello automatico.
  3. Fai una strategia, scrivi un progetto che sia a medio e lungo termine, da affrontare a piccole tappe e piccoli compiti, definendo sempre l’obiettivo e non dimenticando di guardare alle criticità, in modo tale da risolverle ed avere sempre rispetto del tuo sistema informativo.

Ricapitolando..

Quello che occorre fare è quindi analizzare il proprio sistema informativo nella sua interezza, mappando i processi interni e la prassi, disegnando la sua funzionalità analogica o digitale.

In seguito è necessario identificare le maggiori criticità, in modo da avere un obiettivo specifico da andare a mettere in un progetto.

Infine bisogna realizzare questo progetto passo dopo passo.

Le cose da fare sono molte nel passaggio al digitale, ma, se ti organizzi, hai già fatto un terzo del lavoro.

 

Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *