Il governo elettronico, l’amministrazione digitale, sono la direzione giusta ?

Nella letteratura sono spesso richiamate due famose metafore, il Panopticon di Bentham (1983) e quella del Grande Fratello di George Orwell, critico acutissimo del totalitarismo.

Il Panopticon è una casa di correzione organizzata in modo tale che da un luogo centrale, una torre, un soggetto abbia un controllo su tutto il resto della casa a forma di anello.

Le finestre dei sorvegliati hanno delle coperture attraverso le quali possono essere visti, ma non possono sapere né quando né da dove sono monitorati, producendo un processo di autocensura. Questo è l’elemento di analogia con la realtà virtuale: il controllo può avvenire in qualsiasi momento.

Sarebbe bello se noi cittadini potessimo entrare dentro gli archivi di un Ente e controllare tutto ciò che è opportuno senza essere visti. Ma se riflettiamo siamo tutti controllati e controllori.

Anche Orwell utilizza la realtà dell’esser visti e spiati senza la consapevolezza dei sorvegliati.Controllare per gestire meglio? No . Non sono d’accordo. Neanche io e neanche Thomas Jefferson, il terzo presidente degli stati uniti, che affermò

“Il miglior governo è quello che governa meno.”

Non sarà una tragica conseguenza che internet, intesa come allargamento delle libertà individuali, sia anche la base nuova del controllo delle persone ?

E’ possibile nel Web che si possa sorvegliare e punire, come già denunziava Foucault per altri secoli e periodi?

Se nel futuro della rete il potere apparterrà – come profetizzano alcuni analisti- ai cosiddetti Guardiani (gatekeepers), allora l’alternativa non  può essere l’hacker bianco, ma  piuttosto il cittadino pienamente consapevole della sua cittadinanza digitale, in grado di muoversi nell’autostrada del Web con la consapevolezza dei suoi diritti e dei suoi doveri.

Nel caso contrario, nemmeno il web sfuggirà alla dialettica servo-padrone di hegeliana memoria, con rivoluzioni e restaurazioni continue.

Se, al contrario, i governi democratici, sapranno difendere in maniera piena la libertà digitale, allora si risparmierà al web il rischio di una serie di conflitti insensati che avranno come unica conseguenza il rallentamento di una tranquilla rivoluzione.

Rimane comunque aperta la domanda dell’inizio: Il governo elettronico, l’amministrazione digitale, sono la direzione giusta ?

Governo liquido ? E-democracy ?

Ti lascio a te che stai leggendo questo articolo forse con un po troppe domande, Mi piacerebbe sapere la tua idea sul tema trattato in questo post. E’ semplice bastano pochi secondi per commentare e dare il tuo contributo.

Buon cielo sereno.

Marco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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