Attenzione alla Digital dark age …

Provo ad immaginare la faccia di quel tecnico informatico super esperto della NASA che nel 1990 circa, prese quel floppy disk con l’intenzione di rivedere quelle immagini  dello sbarco su Marte del Viking nel 1976 .

Erano  nastri magnetici che nessuno aveva mai utilizzato per oltre 10 anni.

Vuoti. Nulla ! Tutto era sparito.

Penso che questi in questi lunghi dieci anni sono stati conservati in luoghi sicuri. Immagino con quanta cura siano stati catalogati e bene conservati.

Purtroppo quando furono inseriti nel MEGA PC, del tecnico,  i dati risultarono illeggibili perché codificati in un formato sconosciuto e i programmatori originali erano morti o avevano lasciato la NASA.

Ci vollero alcuni mesi prima di riuscire ad estrapolarle.

Questo per introdurti la locuzione Digital Dark Age; ( wikipedia) è una locuzione usata per descrivere una possibile situazione futura in cui sarà difficile o impossibile leggere documenti digitali molto datati, poiché disponibili solo in supporti o in formati diventati a quel punto inaccessibili è una locuzione usata per descrivere una possibile situazione futura in cui sarà difficile o impossibile leggere documenti digitali molto datati, poiché disponibili solo in supporti o in formati diventati a quel punto inaccessibili.

Il temine Italiano più vicino potrebbe essere questo:  “obsolescenza digitale” .

Essa si applica anche ai problemi che insorgono a causa di formati di file obsoleti. In questo caso, è la mancanza del necessario software che causa problemi nel recupero dei documenti memorizzati.

Perché oggi ti parlo di questo?

Questo è molto importante se parliamo di DATI PUBBLICI. Quanto è importante conservare i documenti di dati che gestisce un Ente pubblico ?

Bè non è necessario neanche dare una risposta. Quanta importanza viene data alla Digital dark age oggi ?

Il processo di invecchiamento dell’hardware e del software è impossibile da limitare.

Per dirla tutta, spessissimo un computer diventa vecchio quando è ancora utilizzabile solo perché qualcuno rilascia un aggiornamento software nuovo che non può più funzionare su macchine con pochi anni  di vita; spesso aggiornare il sistema operativo di un pc significa rallentarlo inesorabilmente. 

Ma torniamo alle Digitale Dark Age.

Noi comuni mortali cosa possiamo fare?

Ecco 6 STRATEGIE:

  1. REFRESHING – Trasferimento dati tra supporti fisici digitali dello stesso tipo o sistemi hardware dello stesso tipo. Scopo: Prevenire e risolvere i problemi legati al deterioramento fisico del supporto.
  2. MIGRAZIONE – Trasferimento dati tra supporti fisici digitali diversi o sistemi hardware di diversa tipologia o generazione. Scopo: Serve per non perdere specifiche funzionalità e preservare i dati.
  3. DUPLICAZIONE – Replicazione dei dati in più copie. Scopo: Prevenire crash di sistema.
  4. EMULAZIONE – Duplicazione di un sistema obsoleto per poterne utilizzare dati e funzioni in un nuovo sistema (dump del software).Un esempio è Virtual Machine: «PC in un PC», un sistema operativo che agisce dentro un altro sistema operativo JVM Java Virtual Machine.
  5. CERTIFICAZIONE – Inteso come processo  successivo a processi di preservazione come la duplicazione e la migrazione per la conservazione a lungo termine. Per gli Enti pubblici, lo effettuano le aziende certificate dall’agenzia Digiatale per l’Italia ( AGID ).
  6. METADATAZIONE – assegnare dati descrittivi ai dati conservati attraverso un linguaggio standard, non proprietario, intelligibile a tutti i sistemi informatici (interoperabile) e non soggetto a obsolescenza.

In conclusione, è d’obbligo utilizzare contesti di conservazione solidi e sicuri. Fondamentale, dunque, l’utilizzo di formati dati aperti e standardizzati come il PDF/A per i documenti e database open sorce.

Buon cielo sereno,

Alla prossima.

Marco La Diega.

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