Ti mostrerò come il digitale può cambiare la vita di un impiegato pubblico sommerso dalla carta e dai conti fatti con la calcolatrice.

Ti parlerò di come può cambiare la vita di un impiegato pubblico (spesso succede nei Comuni) che oggi è alle prese con tanta carta nonostante la  Digitalizzazione nella PA in corso da più di 10 anni,
Si dice che il 2016 sia stato l’anno dell’approvazione dei decreti attuativi della legge di riforma della pubblica amministrazione: dalle modifiche alla legge n. 41/1990 (sul procedimento amministrativo) e al decreto n. 33/2013 (in materia di obblighi di pubblicazione) fino alla riforma del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) (D. Lgs. n. 82/2005).

Ci auguriamo pertanto che il 2017 sia l’anno dell’adeguamento.  Un anno che si prospetta abbastanza complicato.

I problemi sono sempre gli stessi.

  • Mancanza di chiarezza.
  • Mancanza di informazione
  • incapacità di intravedere (e riconoscere) nel passaggio al digitale l’opportunità.

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Il sistema pubblico di connettività (SPC) spiegato ad un bambino di quarta elementare.

Il nostro Stato ha fatto una cosa buona sai? Ha disposto con una legge che tutti gli Enti Pubblici, dal più piccolo al più grande, come ad esempio Scuole, Comuni, Ministeri utilizzino un collegamento particolare tra di loro. Non la solita connessione ad internet che utilizzi tu a casa, ma una più robusta, più sicura. 

La legge è in vigore da un po’ di anni, infatti ha quasi la tua Età! Qualche anno fa dei professori molto preparati e ben pagati hanno stilato dei requisiti  di qualità del servizio di collegamento ad internet per tutti gli Enti Pubblici. Hanno creato dei documenti che contenevano alcune condizioni di sicurezza e qualità ed hanno chiesto alle aziende che gestiscono la connettività di attenersi a questi standard firmando degli accordi ufficiali.

Lo sai adesso molte scuole, forse anche la tua,

non ha aderito al Sistema Pubblico di Connettività.

Purtroppo non tutte le scuole, Comuni e Biblioteche pubbliche hanno aderito all’ SPC, anche se è obbligatorio. 

Sai purtroppo molti amministratori non pensano a queste cose, forse hanno altro da fare oppure gli è difficile preparare i documenti di richiesta.

Si proprio cosi! Ma non è complicatissimo. Basta fare il “Piano dei Fabbisogni” cioè un documento che descrive quanta “connettività” ha bisogno la tua scuola. Secondo me potresti farlo anche tu, cominciando a contare quanti pc ci sono nel tuo plesso scolastico, quante LIM ( lavagne Interattive Multimediali) … 

Purtroppo spesso mi sono trovato a parlare con presidi che sono poco informati ma non è colpa loro.

Purtroppo  se ne parla poco di questa norma, poca diffusione di queste preziose informazioni  sul  Sistema Pubblico di Connettività. A parte tutto, questo silenzio è assurdo, anche perché costa meno della solita ADSL i prezzi infatti sono stati stabiliti da una importante gara pubblica. 

Purtroppo spesso chi si occupa di queste cose nella tua scuola, non sa neanche come si fa a richiedere questo servizio allo Stato.

Con questa legge inoltre sarà anche più facile rendere più moderna la tua Scuola. 

Ma adesso non preoccuparti, prima o poi lo faranno….(to be continued)

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Riferimenti normativi http://www.agid.gov.it/sites/default/files/leggi_decreti_direttive/dpcm-1-04-08.pdf

Il Sistema pubblico di connettività (Spc) è l’infrastruttura telematica che collega le pubbliche amministrazioni offrendo servizi di trasporto dati, interoperabilità e cooperazione applicativa.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) individua il Sistema Pubblico di Connettività come: “l’insieme di infrastrutture tecnologiche e di regole tecniche, per lo sviluppo, la condivisione, l’integrazione e la diffusione del patrimonio informativo e dei dati della pubblica amministrazione, necessarie per assicurare l’interoperabilità di base ed evoluta e la cooperazione applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi, garantendo la sicurezza, la riservatezza delle informazioni, nonché la salvaguardia e l’autonomia del patrimonio informativo di ciascuna pubblica amministrazione.”

Il Sistema ha un ruolo strategico per la diffusione degli strumenti della statistica ufficiale, nello specifico ambito della governance e del trattamento dei dati e delle informazioni di fonte amministrativa. Inoltre ha gli STANDARD contrattuali gestiti da Consip, il costo è basso con un altissimo livello di qualità e sicurezza.) altre info qui 

Ma se vuoi qualche dritta non esitare a contattarmi.

Rimaniamo in contatto

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Mega multa ai distributori di Energia, Enel, Edison, Eni, Acea, Enel Servizio Elettrico.: fatturazioni aggressive.

La notizia di Giugno 2016. Con sanzioni per complessivi 14 milioni e 530.000 euro, l’Antitrust ha concluso quattro procedimenti – avviati a luglio 2015 sulla base di numerose segnalazioni di singoli consumatori e diverse associazioni di consumatori – nei confronti di cinque big dell’energia: Acea, Edison, Eni, Enel Energia ed Enel Servizio Elettrico. I provvedimenti riguardano i meccanismi di fatturazione e le ripetute richieste di pagamento per bollette non corrispondenti a consumi effettivi, nonché gli ostacoli frapposti alla restituzione dei rimborsi.

Fonte Agcom

Nel corso del procedimento, l’Aeegsi (Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico) ha reso un articolato parere, nell’ ambito della collaborazione prevista dal Protocollo di intesa tra le due Autorità, che ha permesso all’Antitrust di individuare e accertare distinte pratiche aggressive. Nelle attività ispettive, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato s’è avvalsa anche della collaborazione del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Ma nel caso di un Ente Pubblico? I  nostri Comuni tengono sotto controllo la fatturazione dell’energia elettrica ?

Com’è noto i consumi di Energia (elettrica e di gas), sono tra le principali voci di bilancio di un ente pubblico.

La gestione dei controlli e pagamenti è ormai un Caos in tanti Enti nonostante la Fattura Elettronica.

Tanti sono i motivi.

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Poddy: la soluzione digitale per non mandare in banca rotta il tuo Comune a causa delle spese energetiche.

Questo non è un articolo di blog come tutti gli altri. Se riuscirai a leggere tutto il contenuto, ti assicuro,  sarà per te un’occasione di riflessione riguardo il digitale ed il suo utilizzo nella nostra amata e odiata Pubblica Amministrazione.

Oggi non si parla di norme, Niente C.A.D, decreti attuativi o altro. 

 

 

Qui ora si parla di una procedura informatica che mi ha visto coinvolto in qualità di coautore; la procedura l’abbiamo battezzata “Poddy”. 

Si tratta di un sistema digitale che gestisce i dati ricevuti attraverso la fattura elettronica (XML) e li organizza al fine di renderti la vita più facile e meno rischiosa nella gestione. 

Sicuramente starai pensando: <<Ma di cosa parli? Rischiosa? Cosa intendi, spiegati meglio!>>

Si mi spiegherò meglio dopo, adesso però, devo prima raccontarti una cosa.

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Tre virus non informatici che bloccano la Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

E’ inutile prenderci in giro. Puoi avere il meglio di ogni elemento:

  • Connettività velocissima in fibra,
  • Personal computer potentissimi,
  • Software super innovativi,
  • Regolamenti sul digitale  aggiornatissimi, 
  • Sistemi si di sicurezza cybernetica ultra efficienti.

 

 Se il tuo ente non lavora in  qualità,

  tutto questo non serve.

Sicuramente stai pensando << Che novità! Lo sappiamo già! >>

Infatti tutti lo sanno che il problema degli Enti Pubblici in Italia, soprattutto i piccoli e medi Comuni Italiani (per fortuna non tutti), soffrono di tre VIRUS che mandano all’aria l’obiettivo della Semplificazione ed efficienza. 

No non parlo di virus informatici, ma di virus comportamentali:

Ecco qui di seguito un piccolo elenco di questi VIRUS.

  1. Archivio in disordine.
  2. Confusione dei ruoli.
  3. Attivismo senza strategia.

A) ARCHIVIO IN DISORDINE

Perché parlo di archivio in disordine?

Documenti digitali e documenti cartecei giocano a nascondino in una Pubblica Amministrazione che non è organizzata.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale,  d’altronde, concepisce, purtroppo, anche articoli controversi come l’articolo 43 comma 3 del CAD che cito testualmente .

“I documenti informatici, di cui è prescritta la conservazione per legge o regolamento, possono essere archiviati per le esigenze correnti anche con modalità cartacee e sono conservati in modo permanente con modalità digitali, nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 71.

Vorrei soffermarmi sulle parole possono archiviare cartaceamente (non dice devono) poi utilizza il verbo “archiviare” ed infine il verbo devono “conservare” in digitale.

In poche parole la normativa consente l’uso promiscuo della carta e digitale oltre al fatto che molti non si soffermano sulla differenza tra “archiviare” e “conservare”.

Il primo (Archiviare) si riferisce all’attività di “selezionare”, fascicolare per un uso di “archivio corrente”

per il secondo termine (Conservare) il legislatore intende la conservazione di deposito, quella che va fatta al termine di ogni affare o all’inizio di ogni anno solare.

Come la mettiamo allora? 

Sappiamo benissimo che la gestione documentale e dell’archivio sono la base per far funzionare bene  l’azione amministrativa e di governo di un Istituzione Pubblica.

La gestione documentale, la sua selezione e conservazione è sempre stato un problema per i nostri Enti Pubblici, 

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Nessun passo avanti sul Digitale, anzi adesso togliamo pure la PEC.

Ti avverto! Qursto è un articolo criptico, non è detto che ti sia tutto chiaro e subito, leggi con attenzione.
Termine ultimo per l’adozione delle nuove regole tecniche sul documento informatico è il 14 gennaio 2017.
Come ti è sicuramente noto, con l’entrata in vigore del regolamento eIDAS e come richiesto espressamente dal parere n. 17 del Consiglio di Stato, le regole sulla formazione, conservazione, trasmissione del documento informatico dovranno essere aggiornate ed adeguate a quanto previsto dall’Unione Europea,
Ricordi quando il 10 Agosto il Consiglio dei ministri con seduta 125 ha modificato il CAD ? Ecco, il Cad è stato già armonizzato con le regole europee ma non basta
Ci servirebbe un REGALO SOTTO L’ALBERO 
Siamo in attesa di avere chiare le regole tecniche per affrontare la sfida dell’Art. 40 del Cad.
Vogliamo fare questo passo si o no? L’articolo 40 del Codice del CAD che obbliga la Pubblica Amministrazione a redigere i proprio documenti originali in DIGITALE ( compresi elenchi, albi, ecc.. ) 
Ecco cosa servirebbe:
  • REGOLE TECNICHE AGGIORNATE
  • LINEE GUIDA AGGIORNATE
  • MANUALE DELLA GESTIONE DEI DOCUMENTI AGGIORNATO

L’ultimo punto è fondamentale, Tutti i manuali di gestione vanno risviste ed aggiornati alle regole tecniche che ancora devono essere emanate.

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Il digitale può risollevare un Comune in fallimento?

Anche se  non ne parla nessuno in Sicilia è ormai normale assistere a dichiarazione  dissesto economico i nostri Comuni.

Per la verità anche le ex Province non sono messe meglio.

Vado a fare, tuttavia una precisazione importante; i Comuni siciliani non sono falliti esclusivamente perché hanno sprecato risorse finanziarie,  sono in dissesto perché lo Stato e la Regione siciliana hanno tagliato i trasferimenti.

Se poi ci metti che per anni, molte amministrazioni hanno investito male le proprie risorse, allora il quadro è completo.

Per investimenti sbagliati o scelta sbagliate se ne sono fatte molte, come ad esempio la truffa delle Ato.

Sicuramente ti starai chiedendo: ma cosa c’entra la politica economica siciliana con il tema dell’Informatica Pubblica?

Cosa c’entra? Resisti che te lo spiego,

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Progetto Urbact III – Condivisione di visioni e competenze.

Per chi fa blogging e conosce un po’ di comunicazione sa benissimo che circa il 80% delle persone che viaggiano nella blogosfera, si soffermano solo sulle immagini ed il titolo di un articolo senza leggere il contenuto.

Pertanto, se tu stai leggendo questo articolo, significa che fai parte di quel 20% di persone che vuole approfondire un argomento e vuole andare in fondo alle questioni.

Se continui a leggere fino in fondo, ti prometto che troverai informazioni utili sulla giornata svoltasi pochi giorni fa a Palermo.

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Attentato alla quiete dei dirigenti pubblici: bombe (scadenze digitali) in arrivo.

Mi chiamo Miriam. Mi sono recata, stamattina, presso una P.A. della mia città.

Un mio amico teneva un corso introduttivo sul tema “Passaggio al Digitale: adempimento o opportunità?”.

Lo scopo era quello di informare i destinatari del corso circa le prossime scadenze per la digitalizzazione della PA.

Provo allora a catturare con lo sguardo i loro pensieri, man mano che il mio amico prosegue con le slides che raccontano di questa famosa e temibile normativa,

di questo DPCM con tutte le sue versioni, questo mitico CAD (che mette paura solo a pronunciarlo) …

acronimi che generano tra alcuni una sorta di reverenziale silenzio, come se fossero parole di una ricetta magica da usare con cautela.

Un paio di loro prende appunti e rigorosamente su carta: non vedo infatti nessuno usare uno strumento digitale,

anche un banalissimo smartphone di cui sicuramente la più parte è in possesso per il rumore che emette alla ricezione di un probabile messaggio.

Il mio amico continua nell’esposizione: dopo la normativa e quindi dopo averne ricordato gli articoli più importati

(art. 40 rubricato come Formazione di documenti informatici), comma 1, del Codice dell’Amministrazione Digitale

e art. 24 del Decreto Legge 24 giugno 2014 n.90, comma 3 bis (Agenda della semplificazione amministrativa e moduli standard)

viene proiettata una slide col disegno di un candelotto di dinamite e un testo che pressappoco recita così “Le prossime scadenze sono due bombe ad orologeria!” .

In un attimo gli ascoltatori hanno un sobbalzo. Qualcosa è cambiato … “scadenze” (e per di più “digitali”!) è una parola che li inquieta perché adesso non sanno quali rischi corrano.

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Nuovi modelli organizzativi per la Pubblica Amministrazione per gestire e guidare al meglio il passaggio al digitale

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Eccoci qui al primo Evento di Informatica Pubblica che propone un nuovo modi di formarsi e prepararsi al passaggio al digitale.

Di norme ne abbiamo abbastanza per decidere come e cosa fare per dare una spinta decisiva a questo processo d’innovazione che sta avviandosi nella Pubblica Amministrazione.

Come organizzarsi è la vera sfida!

Il passaggio al digitale, dipende principalmente dall’organizzazione interna che mostra enormi difficoltà.

Parte dalla Sicilia, questo innovativo incontro di Formazione che a differenza dei soliti, ha un approccio concreto e pratico per pianificare un vero cambiamento all’interno dell’ente.

2 Appuntamenti:

il 3 Novembre 2016 A Palermo ed il 4 Novembre a Catania.

Qui tutte le informazioni per partecipare, 

N.B. i posti disponibili sono limitati e le prenotazioni si chiudono il 25 ottobre 2016.

 

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