Tre virus non informatici che bloccano la Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

E’ inutile prenderci in giro. Puoi avere il meglio di ogni elemento:

  • Connettività velocissima in fibra,
  • Personal computer potentissimi,
  • Software super innovativi,
  • Regolamenti sul digitale  aggiornatissimi, 
  • Sistemi si di sicurezza cybernetica ultra efficienti.

 

 Se il tuo ente non lavora in  qualità,

  tutto questo non serve.

Sicuramente stai pensando << Che novità! Lo sappiamo già! >>

Infatti tutti lo sanno che il problema degli Enti Pubblici in Italia, soprattutto i piccoli e medi Comuni Italiani (per fortuna non tutti), soffrono di tre VIRUS che mandano all’aria l’obiettivo della Semplificazione ed efficienza. 

No non parlo di virus informatici, ma di virus comportamentali:

Ecco qui di seguito un piccolo elenco di questi VIRUS.

  1. Archivio in disordine.
  2. Confusione dei ruoli.
  3. Attivismo senza strategia.

A) ARCHIVIO IN DISORDINE

Perché parlo di archivio in disordine?

Documenti digitali e documenti cartecei giocano a nascondino in una Pubblica Amministrazione che non è organizzata.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale,  d’altronde, concepisce, purtroppo, anche articoli controversi come l’articolo 43 comma 3 del CAD che cito testualmente .

“I documenti informatici, di cui è prescritta la conservazione per legge o regolamento, possono essere archiviati per le esigenze correnti anche con modalità cartacee e sono conservati in modo permanente con modalità digitali, nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 71.

Vorrei soffermarmi sulle parole possono archiviare cartaceamente (non dice devono) poi utilizza il verbo “archiviare” ed infine il verbo devono “conservare” in digitale.

In poche parole la normativa consente l’uso promiscuo della carta e digitale oltre al fatto che molti non si soffermano sulla differenza tra “archiviare” e “conservare”.

Il primo (Archiviare) si riferisce all’attività di “selezionare”, fascicolare per un uso di “archivio corrente”

per il secondo termine (Conservare) il legislatore intende la conservazione di deposito, quella che va fatta al termine di ogni affare o all’inizio di ogni anno solare.

Come la mettiamo allora? 

Sappiamo benissimo che la gestione documentale e dell’archivio sono la base per far funzionare bene  l’azione amministrativa e di governo di un Istituzione Pubblica.

La gestione documentale, la sua selezione e conservazione è sempre stato un problema per i nostri Enti Pubblici, 

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Nessun passo avanti sul Digitale, anzi adesso togliamo pure la PEC.

Ti avverto! Qursto è un articolo criptico, non è detto che ti sia tutto chiaro e subito, leggi con attenzione.
Termine ultimo per l’adozione delle nuove regole tecniche sul documento informatico è il 14 gennaio 2017.
Come ti è sicuramente noto, con l’entrata in vigore del regolamento eIDAS e come richiesto espressamente dal parere n. 17 del Consiglio di Stato, le regole sulla formazione, conservazione, trasmissione del documento informatico dovranno essere aggiornate ed adeguate a quanto previsto dall’Unione Europea,
Ricordi quando il 10 Agosto il Consiglio dei ministri con seduta 125 ha modificato il CAD ? Ecco, il Cad è stato già armonizzato con le regole europee ma non basta
Ci servirebbe un REGALO SOTTO L’ALBERO 
Siamo in attesa di avere chiare le regole tecniche per affrontare la sfida dell’Art. 40 del Cad.
Vogliamo fare questo passo si o no? L’articolo 40 del Codice del CAD che obbliga la Pubblica Amministrazione a redigere i proprio documenti originali in DIGITALE ( compresi elenchi, albi, ecc.. ) 
Ecco cosa servirebbe:
  • REGOLE TECNICHE AGGIORNATE
  • LINEE GUIDA AGGIORNATE
  • MANUALE DELLA GESTIONE DEI DOCUMENTI AGGIORNATO

L’ultimo punto è fondamentale, Tutti i manuali di gestione vanno risviste ed aggiornati alle regole tecniche che ancora devono essere emanate.

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Il digitale può risollevare un Comune in fallimento?

Anche se  non ne parla nessuno in Sicilia è ormai normale assistere a dichiarazione  dissesto economico i nostri Comuni.

Per la verità anche le ex Province non sono messe meglio.

Vado a fare, tuttavia una precisazione importante; i Comuni siciliani non sono falliti esclusivamente perché hanno sprecato risorse finanziarie,  sono in dissesto perché lo Stato e la Regione siciliana hanno tagliato i trasferimenti.

Se poi ci metti che per anni, molte amministrazioni hanno investito male le proprie risorse, allora il quadro è completo.

Per investimenti sbagliati o scelta sbagliate se ne sono fatte molte, come ad esempio la truffa delle Ato.

Sicuramente ti starai chiedendo: ma cosa c’entra la politica economica siciliana con il tema dell’Informatica Pubblica?

Cosa c’entra? Resisti che te lo spiego,

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Progetto Urbact III – Condivisione di visioni e competenze.

Per chi fa blogging e conosce un po’ di comunicazione sa benissimo che circa il 80% delle persone che viaggiano nella blogosfera, si soffermano solo sulle immagini ed il titolo di un articolo senza leggere il contenuto.

Pertanto, se tu stai leggendo questo articolo, significa che fai parte di quel 20% di persone che vuole approfondire un argomento e vuole andare in fondo alle questioni.

Se continui a leggere fino in fondo, ti prometto che troverai informazioni utili sulla giornata svoltasi pochi giorni fa a Palermo.

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Attentato alla quiete dei dirigenti pubblici: bombe (scadenze digitali) in arrivo.

Mi chiamo Miriam. Mi sono recata, stamattina, presso una P.A. della mia città.

Un mio amico teneva un corso introduttivo sul tema “Passaggio al Digitale: adempimento o opportunità?”.

Lo scopo era quello di informare i destinatari del corso circa le prossime scadenze per la digitalizzazione della PA.

Provo allora a catturare con lo sguardo i loro pensieri, man mano che il mio amico prosegue con le slides che raccontano di questa famosa e temibile normativa,

di questo DPCM con tutte le sue versioni, questo mitico CAD (che mette paura solo a pronunciarlo) …

acronimi che generano tra alcuni una sorta di reverenziale silenzio, come se fossero parole di una ricetta magica da usare con cautela.

Un paio di loro prende appunti e rigorosamente su carta: non vedo infatti nessuno usare uno strumento digitale,

anche un banalissimo smartphone di cui sicuramente la più parte è in possesso per il rumore che emette alla ricezione di un probabile messaggio.

Il mio amico continua nell’esposizione: dopo la normativa e quindi dopo averne ricordato gli articoli più importati

(art. 40 rubricato come Formazione di documenti informatici), comma 1, del Codice dell’Amministrazione Digitale

e art. 24 del Decreto Legge 24 giugno 2014 n.90, comma 3 bis (Agenda della semplificazione amministrativa e moduli standard)

viene proiettata una slide col disegno di un candelotto di dinamite e un testo che pressappoco recita così “Le prossime scadenze sono due bombe ad orologeria!” .

In un attimo gli ascoltatori hanno un sobbalzo. Qualcosa è cambiato … “scadenze” (e per di più “digitali”!) è una parola che li inquieta perché adesso non sanno quali rischi corrano.

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Nuovi modelli organizzativi per la Pubblica Amministrazione per gestire e guidare al meglio il passaggio al digitale

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Eccoci qui al primo Evento di Informatica Pubblica che propone un nuovo modi di formarsi e prepararsi al passaggio al digitale.

Di norme ne abbiamo abbastanza per decidere come e cosa fare per dare una spinta decisiva a questo processo d’innovazione che sta avviandosi nella Pubblica Amministrazione.

Come organizzarsi è la vera sfida!

Il passaggio al digitale, dipende principalmente dall’organizzazione interna che mostra enormi difficoltà.

Parte dalla Sicilia, questo innovativo incontro di Formazione che a differenza dei soliti, ha un approccio concreto e pratico per pianificare un vero cambiamento all’interno dell’ente.

2 Appuntamenti:

il 3 Novembre 2016 A Palermo ed il 4 Novembre a Catania.

Qui tutte le informazioni per partecipare, 

N.B. i posti disponibili sono limitati e le prenotazioni si chiudono il 25 ottobre 2016.

 

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Di chi la colpa? La grande differenza tra ignorare e non sapere le norme sulla Pubblica Amministrazione digitale.

Pochi giorni fa, mi è successo di ascoltare un dirigente che si occupa di digitalizzazione nella pubblica amministrazione sfogandosi contro una sua collaboratrice etichettandola “ignorante”, 

Poi si volta verso di me e mi dice  proprio queste parole:

<< il mio Comune non lavora in qualità, l’informatizzazione dei processi e dei procedimenti avranno un effetto contrario a quello che tutti ci aspettiamo: servizi più lenti,  pubblicazioni  on line inesistenti, la sezione amministrazione trasparente priva di dati, più utilizzo di carta anche per effetto della fattura elettronica che sistematicamente viene stampata. Se parliamo poi della sicurezza informatica, non sanno neanche come impostare una password sicura nel sistema. Dovremmo passare a generare documenti  originali informatici? Impossibile, l’ignoranza informatica è troppo diffusa nel mio Comune. >>

La mia risposta è stata: << Capisco! >> poi ho riflettuto sul tema ignoranza.

Ecco adesso il mio pensiero.

A mio avviso c’è molta differenza tra “ignorare” ( essere ignoranti ) e “non sapere”.   Ho appreso questa differenza grazie ad  una conferenza di un famoso scrittore contemporaneo, il filosofo  e filologo di nome Igor Sibaldi.

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Adesso riaccendi la stampante e puoi rispegnere il cervello: Dietro front sul Digitale, sospeso il DPCM sul passaggio al digitale dei Documenti Amministrativi.

Vergognoso passo indietro … siamo al terzultimo posto dei paesi europei per digitalizzazione della PA… Oggi cancellato con un colpo di spugna il passaggio al digitale a data da destinarsi… forse vogliamo avere il primato di essere ultimissimi ?

Il motto di questi giorni, sposato da molti comuni innovativi, era “spegni la stampante e connetti il cervello”.

Ora non più.

Meno digitale e più corruzione ecco cosa accade…

Parere vincolante reso dalla Commissione Affari Costituzionali sul CAD
Parere vincolante reso dalla Commissione Affari Costituzionali sul CAD

 

 

 

 

 

 

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La grande idea per adempiere alla norma sul digitale di Agosto: comprare quel famoso software dopante che risolve in automatico tutto e fa stare tranquillo sotto l’ombrellone il dirigente.

Qualche giorno fa incontro  un amico che non vedevo da tempo. Mi trovo in un piccolo Comune Siciliano, lui non perde tempo nel dirmi che fa il presidente del Consiglio Comunale.

Fare il presidente del consiglio comunale di un piccolo Comune non è certo la stessa cosa che essere Renzi, tuttavia spesso questo ruolo viene assegnato a chi è ben voluto dalla cittadinanza ed ha capacità di mediazione tra le varie fazioni politiche: in poche parole è amico di tutti.

Dopo un po’ di chiacchera mi chiede cosa faccio. Gli dico che mi occupo di attività di supporto organizzativo nei gli Enti Pubblici. Lui non capisce subito, ma appena ho utilizzato quella magica parola “scadenza digitale” gli si drizzano le orecchie.

Capisce poco di informatica, tuttavia, riesce a comprendere l’ambito.

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Passato e futuro si incontrano: Una circolare del Regno D’Italia del 1897 come base per classificare gli archivi documentali.

ASTENGOIn questi ultimi 10 anni sono state fatte alcune indagini riguardanti  l’utilizzo del titolario ovvero piano di
classificazione. Sono stati fatti da alcuni gruppi di studio e di ricerca su iniziativa di un ente o di una università.

In rete ho trovato un documento che raccontava brevemente di un questionario sottoposto dalla Regione Veneto ad alcuni Comuni della Regione.

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