Se stai acquistando sul mercato elettronico scordati di azionare il pilota automatico, tanto non esiste.

Se stai leggendo questo articolo ti invito a leggere la infografica. Puoi trovarla anche qui, ancora più chiara.
Si tratta  delle domande più ricercate nel motore di ricerca Google relativamente al Mercato Elettronico di Consip.
(Aspetta, ti spiego. Il mercato elettronico è uno dei quattro strumenti di Consip che servono per il programma di razionalizzazione della spesa Pubblica.) 
 
Ecco i quattro strumenti
  • Convenzioni
  • Accordi Quadro
  • Sistema Dinamico
  • Mercato Elettronico
Ho pensato di fare questo breve articolo pensando soprattutto a quesi funzionarti o dirigenti pubblici di piccoli comuni che non sanno ancora bene come funziona.
 
Molti pensano che con Consip, il mercato elettronico, detto comunemente “mepa” si semplifichi il procedimento amministrativo dell’acquisto.
Niente di più sbagliato!
Attenzione a non confondere il “procedimento” con il “processo” d’acquisto.
Il procedimento amministrativo è quello relativo alla legge sugli a appalti, che non cambia.(a parte le innumerevoli linee guida, direttive e circolari).
 
Il processo è invece cambiato: si passa dalla modalità cartacea alla modalità elettronica.
Inoltre, adesso capirai il motivo di questo titolo, ricordati che elettronico non significa automatico.
Nonostante la piattaforma è attiva da molti anni, molti funzionari pubblici non la conoscono approfonditamente.
Tuttavia gli strumenti che da Consip per la “razionalizzazione degli acquisti” sono quattro e bisogna avere un po di dimestichezza nell’utilizzo di tutti, almeno conoscenza per non incorrere in spiacevoli conseguenze.
Sicuramente ti starai chiedendo? 
– ma allora se non ci semplifica il nostro lavoro, a cosa serve?
Bè non ho detto che non semplice il tuo lavoro, ho semplicemente detto che non esiste il pilota automatico per acquistatare un prodotto o servizio.
Inoltre adessovdevo darti una buona notizia: 
Gli strumenti Consip sono facili da utilizzare se sai come fare.
Nella mia attività di formatore, conduco giornate di approfindimento per il giusto uso degli strumenti Cospip per le pubbliche amministrazioni e per le imprese.
Presto pubblicherò una guida pratica al suo corretto utilizzo.
Rimani aggiornato iscivendoti qui.
 
Buon cielo sereno
F.To Marco La Diega
 
 
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Il Comune di Alcamo partecipa all’ Open Data Gov – Trasparenza.

Il Comune di Alcamo, il Sindaco, l’Amministrazione ed il Segretario Generale, hanno voluto aderire e  partecipare attivamente
alla Settimana dell’Amministrazione Aperta (SAA),  durante la quale si concentrano, su tutto il territorio nazionale, iniziative per promuovere l’amministrazione aperta.  L’evento, che si tiene ogni anno nella prima settimana del mese di marzo, coinvolge amministrazioni pubbliche, cittadini e media nazionali e locali.

La Città di Alcamo con-partecipa all’evento attraverso un webinar sulla Trasparenza e sulla gestione degli Open Data sui propri consumi di Energia elettrica.

Sarà data la possibilità ai cittadini di visualizzare online i consumi energetici degli ultimi due mesi attraverso un test on line all’interno del Webinar organizzato da Informaticapubblica. (blog).

L’assessore, Ing. Roberto Russo dichiara: “Condividere dati e informazione sui consumi, porta maggiore controllo e partecipazione della cittadinanza verso l’uso consapevole delle risorse della città.

Durante il webinar su Facebook ( https://www.facebook.com/informaticapubblica/)  si affronteranno inoltre i  seguenti temi:

  • La gestione degli archivi amministrativi, il problema della promiscuità tra carta e digitale.
  • Il formato del documento informatico per condividere dati di qualità ha un solo nome: xml
  • Progetto Poddy: Creazione di una banca dati probatoria di qualità per velocizzare e controllare la spesa energetica del Comune e gestire la trasparenza sui consumi elettrici

Per partecipare compila il modulo che trovi a questo link

L’evento è patrocinato gratuitamente dal Comune di Alcamo.

Per informazioni visita la pagina www.informaticapubblica.com

Approfondimenti,

https://it.wikipedia.org/wiki/Dati_aperti

 

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Non c’è trasparenza senza processi digitali: dall’Xml all’Open Data (evento)

Praticare e diffondere la cultura della trasparenza amministrativa e della partecipazione civica, attraverso le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione? Si Si Può.

Sapevi che partecipiamo anche noi di “Informatica Pubblica”? Resisti e leggi fino in fondo …

È questo l’obiettivo della prima edizione della Settimana dell’Amministrazione Aperta (SAA), che si terrà per sette giorni a partire dal 4 marzo prossimo, giorno in cui si celebrerà a livello globale l’Open Data Day.

La Settimana nasce su proposta delle organizzazioni della società civile aderenti all’Open Government Forum ed è promossa dal Dipartimento Funzione Pubblica.

Sarà un appuntamento annuale fisso per richiamare l’attenzione sui temi dell’innovazione e dell’amministrazione pubblica al servizio dei cittadini.

Per questo è stato inserito nell’ambito del terzo Piano d’Azione OGP.

Ecco adesso il nostro Evento:

Non c’è trasparenza senza processi digitali: dall’Xml all’Open Data.

Si continua a girare attorno alla questione ma senza dire la verità. Le informazioni di qualità arrivano attraverso strumenti digitali e non più dalla carta.

Gli archivi promiscui di carta e digitale sono il problema per la trasparenza e per i progetti di Open Data.

Un esempio tra tutti il documento contabile informatico in altre parole la “fattura elettronica”.

Essa contiene al suo interno porzioni di database di qualità ma molte amministrazione pubbliche uccidono  il vero scopo di questo strumento.

Nel webinar su Facebook affronteremo I seguenti temi:

  • La gestione degli archivi amministrativi, il problema della promiscuità tra carta e digitale.
  • Il formato del documento informatico per condividere dati di qualità ha un solo nome: xml
  • Progetto Poddy: Creazione di una banca dati probatoria di qualità per velocizza e controllare la spesa energetica di un Comune e gestire la trasparenza sui consumi elettrici.

Dove?  https://www.facebook.com/informaticapubblica/

Quando? 11 Marzo 2017 

A che ora? Ore 16.00

Se vuoi Registrati qui cosi possaimo darti altre informazioni e ti ricorderemo dell’evento, mandantoti il link diretto

Clicca Qui per iscriverti

 

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Ti mostrerò come il digitale può cambiare la vita di un impiegato pubblico sommerso dalla carta e dai conti fatti con la calcolatrice.

Ti parlerò di come può cambiare la vita di un impiegato pubblico (spesso succede nei Comuni) che oggi è alle prese con tanta carta nonostante la  Digitalizzazione nella PA in corso da più di 10 anni,
Si dice che il 2016 sia stato l’anno dell’approvazione dei decreti attuativi della legge di riforma della pubblica amministrazione: dalle modifiche alla legge n. 41/1990 (sul procedimento amministrativo) e al decreto n. 33/2013 (in materia di obblighi di pubblicazione) fino alla riforma del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) (D. Lgs. n. 82/2005).

Ci auguriamo pertanto che il 2017 sia l’anno dell’adeguamento.  Un anno che si prospetta abbastanza complicato.

I problemi sono sempre gli stessi.

  • Mancanza di chiarezza.
  • Mancanza di informazione
  • incapacità di intravedere (e riconoscere) nel passaggio al digitale l’opportunità.

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Il sistema pubblico di connettività (SPC) spiegato ad un bambino di quarta elementare.

Il nostro Stato ha fatto una cosa buona sai? Ha disposto con una legge che tutti gli Enti Pubblici, dal più piccolo al più grande, come ad esempio Scuole, Comuni, Ministeri utilizzino un collegamento particolare tra di loro. Non la solita connessione ad internet che utilizzi tu a casa, ma una più robusta, più sicura. 

La legge è in vigore da un po’ di anni, infatti ha quasi la tua Età! Qualche anno fa dei professori molto preparati e ben pagati hanno stilato dei requisiti  di qualità del servizio di collegamento ad internet per tutti gli Enti Pubblici. Hanno creato dei documenti che contenevano alcune condizioni di sicurezza e qualità ed hanno chiesto alle aziende che gestiscono la connettività di attenersi a questi standard firmando degli accordi ufficiali.

Lo sai adesso molte scuole, forse anche la tua,

non ha aderito al Sistema Pubblico di Connettività.

Purtroppo non tutte le scuole, Comuni e Biblioteche pubbliche hanno aderito all’ SPC, anche se è obbligatorio. 

Sai purtroppo molti amministratori non pensano a queste cose, forse hanno altro da fare oppure gli è difficile preparare i documenti di richiesta.

Si proprio cosi! Ma non è complicatissimo. Basta fare il “Piano dei Fabbisogni” cioè un documento che descrive quanta “connettività” ha bisogno la tua scuola. Secondo me potresti farlo anche tu, cominciando a contare quanti pc ci sono nel tuo plesso scolastico, quante LIM ( lavagne Interattive Multimediali) … 

Purtroppo spesso mi sono trovato a parlare con presidi che sono poco informati ma non è colpa loro.

Purtroppo  se ne parla poco di questa norma, poca diffusione di queste preziose informazioni  sul  Sistema Pubblico di Connettività. A parte tutto, questo silenzio è assurdo, anche perché costa meno della solita ADSL i prezzi infatti sono stati stabiliti da una importante gara pubblica. 

Purtroppo spesso chi si occupa di queste cose nella tua scuola, non sa neanche come si fa a richiedere questo servizio allo Stato.

Con questa legge inoltre sarà anche più facile rendere più moderna la tua Scuola. 

Ma adesso non preoccuparti, prima o poi lo faranno….(to be continued)

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Riferimenti normativi http://www.agid.gov.it/sites/default/files/leggi_decreti_direttive/dpcm-1-04-08.pdf

Il Sistema pubblico di connettività (Spc) è l’infrastruttura telematica che collega le pubbliche amministrazioni offrendo servizi di trasporto dati, interoperabilità e cooperazione applicativa.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) individua il Sistema Pubblico di Connettività come: “l’insieme di infrastrutture tecnologiche e di regole tecniche, per lo sviluppo, la condivisione, l’integrazione e la diffusione del patrimonio informativo e dei dati della pubblica amministrazione, necessarie per assicurare l’interoperabilità di base ed evoluta e la cooperazione applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi, garantendo la sicurezza, la riservatezza delle informazioni, nonché la salvaguardia e l’autonomia del patrimonio informativo di ciascuna pubblica amministrazione.”

Il Sistema ha un ruolo strategico per la diffusione degli strumenti della statistica ufficiale, nello specifico ambito della governance e del trattamento dei dati e delle informazioni di fonte amministrativa. Inoltre ha gli STANDARD contrattuali gestiti da Consip, il costo è basso con un altissimo livello di qualità e sicurezza.) altre info qui 

Ma se vuoi qualche dritta non esitare a contattarmi.

Rimaniamo in contatto

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Mega multa ai distributori di Energia, Enel, Edison, Eni, Acea, Enel Servizio Elettrico.: fatturazioni aggressive.

La notizia di Giugno 2016. Con sanzioni per complessivi 14 milioni e 530.000 euro, l’Antitrust ha concluso quattro procedimenti – avviati a luglio 2015 sulla base di numerose segnalazioni di singoli consumatori e diverse associazioni di consumatori – nei confronti di cinque big dell’energia: Acea, Edison, Eni, Enel Energia ed Enel Servizio Elettrico. I provvedimenti riguardano i meccanismi di fatturazione e le ripetute richieste di pagamento per bollette non corrispondenti a consumi effettivi, nonché gli ostacoli frapposti alla restituzione dei rimborsi.

Fonte Agcom

Nel corso del procedimento, l’Aeegsi (Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico) ha reso un articolato parere, nell’ ambito della collaborazione prevista dal Protocollo di intesa tra le due Autorità, che ha permesso all’Antitrust di individuare e accertare distinte pratiche aggressive. Nelle attività ispettive, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato s’è avvalsa anche della collaborazione del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Ma nel caso di un Ente Pubblico? I  nostri Comuni tengono sotto controllo la fatturazione dell’energia elettrica ?

Com’è noto i consumi di Energia (elettrica e di gas), sono tra le principali voci di bilancio di un ente pubblico.

La gestione dei controlli e pagamenti è ormai un Caos in tanti Enti nonostante la Fattura Elettronica.

Tanti sono i motivi.

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Poddy: la soluzione digitale per non mandare in banca rotta il tuo Comune a causa delle spese energetiche.

Questo non è un articolo di blog come tutti gli altri. Se riuscirai a leggere tutto il contenuto, ti assicuro,  sarà per te un’occasione di riflessione riguardo il digitale ed il suo utilizzo nella nostra amata e odiata Pubblica Amministrazione.

Oggi non si parla di norme, Niente C.A.D, decreti attuativi o altro. 

 

 

Qui ora si parla di una procedura informatica che mi ha visto coinvolto in qualità di coautore; la procedura l’abbiamo battezzata “Poddy”. 

Si tratta di un sistema digitale che gestisce i dati ricevuti attraverso la fattura elettronica (XML) e li organizza al fine di renderti la vita più facile e meno rischiosa nella gestione. 

Sicuramente starai pensando: <<Ma di cosa parli? Rischiosa? Cosa intendi, spiegati meglio!>>

Si mi spiegherò meglio dopo, adesso però, devo prima raccontarti una cosa.

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Tre virus non informatici che bloccano la Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

E’ inutile prenderci in giro. Puoi avere il meglio di ogni elemento:

  • Connettività velocissima in fibra,
  • Personal computer potentissimi,
  • Software super innovativi,
  • Regolamenti sul digitale  aggiornatissimi, 
  • Sistemi si di sicurezza cybernetica ultra efficienti.

 

 Se il tuo ente non lavora in  qualità,

  tutto questo non serve.

Sicuramente stai pensando << Che novità! Lo sappiamo già! >>

Infatti tutti lo sanno che il problema degli Enti Pubblici in Italia, soprattutto i piccoli e medi Comuni Italiani (per fortuna non tutti), soffrono di tre VIRUS che mandano all’aria l’obiettivo della Semplificazione ed efficienza. 

No non parlo di virus informatici, ma di virus comportamentali:

Ecco qui di seguito un piccolo elenco di questi VIRUS.

  1. Archivio in disordine.
  2. Confusione dei ruoli.
  3. Attivismo senza strategia.

A) ARCHIVIO IN DISORDINE

Perché parlo di archivio in disordine?

Documenti digitali e documenti cartecei giocano a nascondino in una Pubblica Amministrazione che non è organizzata.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale,  d’altronde, concepisce, purtroppo, anche articoli controversi come l’articolo 43 comma 3 del CAD che cito testualmente .

“I documenti informatici, di cui è prescritta la conservazione per legge o regolamento, possono essere archiviati per le esigenze correnti anche con modalità cartacee e sono conservati in modo permanente con modalità digitali, nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 71.

Vorrei soffermarmi sulle parole possono archiviare cartaceamente (non dice devono) poi utilizza il verbo “archiviare” ed infine il verbo devono “conservare” in digitale.

In poche parole la normativa consente l’uso promiscuo della carta e digitale oltre al fatto che molti non si soffermano sulla differenza tra “archiviare” e “conservare”.

Il primo (Archiviare) si riferisce all’attività di “selezionare”, fascicolare per un uso di “archivio corrente”

per il secondo termine (Conservare) il legislatore intende la conservazione di deposito, quella che va fatta al termine di ogni affare o all’inizio di ogni anno solare.

Come la mettiamo allora? 

Sappiamo benissimo che la gestione documentale e dell’archivio sono la base per far funzionare bene  l’azione amministrativa e di governo di un Istituzione Pubblica.

La gestione documentale, la sua selezione e conservazione è sempre stato un problema per i nostri Enti Pubblici, 

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Nessun passo avanti sul Digitale, anzi adesso togliamo pure la PEC.

Ti avverto! Qursto è un articolo criptico, non è detto che ti sia tutto chiaro e subito, leggi con attenzione.
Termine ultimo per l’adozione delle nuove regole tecniche sul documento informatico è il 14 gennaio 2017.
Come ti è sicuramente noto, con l’entrata in vigore del regolamento eIDAS e come richiesto espressamente dal parere n. 17 del Consiglio di Stato, le regole sulla formazione, conservazione, trasmissione del documento informatico dovranno essere aggiornate ed adeguate a quanto previsto dall’Unione Europea,
Ricordi quando il 10 Agosto il Consiglio dei ministri con seduta 125 ha modificato il CAD ? Ecco, il Cad è stato già armonizzato con le regole europee ma non basta
Ci servirebbe un REGALO SOTTO L’ALBERO 
Siamo in attesa di avere chiare le regole tecniche per affrontare la sfida dell’Art. 40 del Cad.
Vogliamo fare questo passo si o no? L’articolo 40 del Codice del CAD che obbliga la Pubblica Amministrazione a redigere i proprio documenti originali in DIGITALE ( compresi elenchi, albi, ecc.. ) 
Ecco cosa servirebbe:
  • REGOLE TECNICHE AGGIORNATE
  • LINEE GUIDA AGGIORNATE
  • MANUALE DELLA GESTIONE DEI DOCUMENTI AGGIORNATO

L’ultimo punto è fondamentale, Tutti i manuali di gestione vanno risviste ed aggiornati alle regole tecniche che ancora devono essere emanate.

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Il digitale può risollevare un Comune in fallimento?

Anche se  non ne parla nessuno in Sicilia è ormai normale assistere a dichiarazione  dissesto economico i nostri Comuni.

Per la verità anche le ex Province non sono messe meglio.

Vado a fare, tuttavia una precisazione importante; i Comuni siciliani non sono falliti esclusivamente perché hanno sprecato risorse finanziarie,  sono in dissesto perché lo Stato e la Regione siciliana hanno tagliato i trasferimenti.

Se poi ci metti che per anni, molte amministrazioni hanno investito male le proprie risorse, allora il quadro è completo.

Per investimenti sbagliati o scelta sbagliate se ne sono fatte molte, come ad esempio la truffa delle Ato.

Sicuramente ti starai chiedendo: ma cosa c’entra la politica economica siciliana con il tema dell’Informatica Pubblica?

Cosa c’entra? Resisti che te lo spiego,

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